Valutazione
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Da tempo, e quindi non solo in riferimento ai documenti legati alla L.53/2003, si va affermando l’idea della necessità di individuare e utilizzare strumenti di valutazione autentica.

La convinzione da cui si parte per stendere il seguente lavoro è che in contesti di apprendimento autentico è necessario predisporre e utilizzare, per implementare corrette procedure di riflessione e analisi, strumenti di valutazione autentica La valutazione autentica ricorre nel contesto di un apprendimento significativo e riflette le esperienze di apprendimento reali. Pone l’enfasi su: riflessione, comprensione, crescita; si basa su obiettivi significativi, accresce l’apprendimento perché stimola la capacità di generalizzare e di trasferire e utilizzare le conoscenze acquisite in contesti reali. A questo proposito  l’introduzione nella pratica didattica di metodi di apprendimento a mediazione sociale (in particolare il Cooperative Learning), che utilizzano le risorse degli alunni, facilita il compito. Il costruttivismo ci invita infatti a riflettere sul fatto che la conoscenza è un processo di costruzione edificato insieme e che questa “costruzione” è un’esperienza sia cognitiva che affettiva.

Certamente i metodi a mediazione sociale non risolvono di per sé tutti i problemi dell’apprendimento, ma sicuramente aiutano al raggiungimento di risultati scolastici più soddisfacenti  e degli obiettivi educativi richiesti dalla società contemporanea (i cui mutamenti strutturali rendono necessario l’insegnamento diretto delle competenze sociali) e,  non ultimo, facilitano i processi di integrazione degli alunni portatori di handicap e degli alunni di minoranze e culture diverse.

In questa ottica l’insegnante non ha più solo il ruolo di trasmettere delle informazioni, ma quello di facilitatore della costruzione delle mappe cognitive nel rispetto dei ritmi di apprendimento individuali.

Il lavoro scritto dal collega Enzo Zecchi[1] e da lui stesso presentato durante un laboratorio di tirocinio su metodi non tradizionali di valutazione, ci  ha portato a considerare con attenzione  alcuni aspetti della valutazione autentica, non solo riguardo al lavoro in classe, rispetto al quale intendiamo  presentare esperienze relative ad attività svolte,  ma anche in relazione ad ambienti di apprendimento diversi, come ad esempio nell’ambito della SSIS e quindi della formazione iniziale dei futuri insegnanti.

Riteniamo infatti che la valutazione costituisca da sempre una sorta di "barriera" nel processo di insegnamento/apprendimento: il docente non è abituato a considerare in modo analitico i diversi e concomitanti fattori che influenzano in maniera più o meno pesante la valutazione di una prestazione complessa, di conseguenza il giudizio stesso risulta per lo studente del tutto arbitrario. Anche nel caso più favorevole, in cui questi abbia ricevuto dettagliate e circostanziate richieste rispetto al compito assegnato, non è comunque in grado di farsi un’idea dei livelli minimo e massimo di prestazione che il docente si attende e degli indicatori con cui vengono individuati i livelli intermedi. L'utilizzo delle rubrics quindi chiarisce non solo allo studente, ma anche al docente, attraverso un processo di autoriflessione e autoanalisi, quali siano i livelli di prestazione attesi.

Lo strumento valutativo delle rubrics non è del tutto nuovo, o almeno non sono nuovi i tentativi  di produrre strumenti utili e specifici per una valutazione più analitica e puntuale di determinate prestazioni (chek list, performance list, griglie di valutazione …).

Generalmente dimensioni e livelli vengono individuati dal docente in modo soggettivo, ma, affinché la rubric diventi strumento di valutazione autentica, è necessaria la sua condivisione e discussione con chi dovrà essere valutato. Poter intervenire nella formulazione dei criteri di giudizio e avere eventualmente a disposizione degli esempi di prestazione per i diversi livelli (ancore), aumenta la consapevolezza sulle proprie possibilità di riuscita e favorisce l’autovalutazione; quest’ultima in particolare è sempre formativa, perché, mentre un giudizio negativo dato da altri ci spinge ad “arroccarci” sulle nostre posizioni, o a sfuggire ulteriori verifiche, o ancora determina un conflitto nella relazione, viceversa il considerare in modo critico il nostro lavoro per coglierne gli aspetti negativi costituisce già il primo passo verso la crescita e il miglioramento e stimola l’assunzione di compiti successivi.

L’insegnante diventa così una sorta di controllore delle prestazioni: il giudizio viene dalla rubric, quindi non è soggettivo e non intacca la relazione personale tra i soggetti, né la fiducia in se stessi e nelle proprie capacità.

L’utilizzo di rubrics condivise inoltre non solo favorisce l’autovalutazione degli alunni guidandoli verso una maggiore consapevolezza del proprio processo di apprendimento e delle richieste dell’insegnante, ma costituisce un importante momento di riflessione e quindi di crescita professionale anche per l’insegnante. Quando ci si impegna a costruire una rubric, anche solo di tipo olistico, si è costretti ad interrogarsi sulle nostre aspettative relativamente al compito assegnato e non certo in modo generico (un elaborato completo..) ma in termini di singole prestazioni osservabili.

Questa pratica riflessiva aiuta a chiarire gli obiettivi che vogliamo raggiungere e potrebbe far riconsiderare l’iter progettato e le strategie didattiche ipotizzate.

Ø       Valutazione di un'attività di presentazione di poster

La seguente rubric è stata costruita per valutare le prestazioni degli studenti relativamente a un’attività di presentazione di cartelloni elaborati in una classe seconda di scuola media sull’argomento “Storia dell’Agricoltura”.  Gli alunni hanno elaborato dei cartelloni come prodotto finale di un’attività condotta in apprendimento cooperativo secondo la  modalità della ricerca azione.

Durante il primo incontro sono stati illustrati ai ragazzi gli obiettivi, le fasi di lavoro e le modalità di valutazione.

In particolare per quanto riguarda la valutazione sono state definite le seguenti modalità:

       Valutazione collaborativa degli elaborati prodotti con utilizzo di una rubric

       Valutazione individuale attraverso una prova di verifica sommativa costituita da domande provenienti dai singoli gruppi di lavoro.

Si è stabilito che la valutazione collaborativa finale sarebbe stata costituita dalla media delle valutazioni espresse dai singoli gruppi e dagli insegnanti.

Detta valutazione ha costituito il voto assegnato a tutti i componenti del gruppo (interdipendenza di valutazione).

Le dimensioni della rubric sono state illustrate agli alunni durante il primo incontro di programmazione, mentre hanno potuto prendere visione dei diversi livelli durante la lezione precedente alle esposizioni stesse.

 


 

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[1] E. Zecchi – Supervisore SSIS – Università di Modena e Reggio Emilia

               

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